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CENTRO CULTURALE VALDESE


Sulla Fiera del Libro e il futuro del nostro (?) Banco della Bibbia: il futuro va ripensato

Stefano Mercurio
Come voi ben sapete la nostra partecipazione alla Fiera del Libro per il Natale 2006 non c'è stata. Siamo riusciti a farci tenere il posto, con una opzione di favore, grazie ai rapporti amichevoli intessuti negli anni migliori della nostra presenza in galleria Mazzini. È stata una richiesta tampone e d'emergenza anche se sapevamo (ma non lo abbiamo esplicitato agli organizzatori..) che non avremmo potuto assicurare neppure la presenza per Pasqua. Questo secondo appuntamento è così ormai alle porte ma la crisi strutturale è tale che dovremo "rimandare" ancora una volta. Bisogna avere il coraggio di prendere atto che come Battisti, Metodisti e Valdesi di Genova non abbiamo più la forza per organizzare e presenziare ad un banco libri di cultura protestante in uno dei luoghi e degli eventi più importanti della città. Forse con uno slancio possiamo avere la forza di tirare avanti ancora un anno, ma poi? Che cosa dovrebbe accadere per ridare nuova linfa? È giusto mantenere la sopravvivenza chiedendo ai pochi (-ssimi) un ennesimo sforzo? E poi per quanto ancora? Come al capezzale dei malati terminali i parenti spesso tacciono e fingono e sostituiscono alle parole e alla verità gli atti di amore e le buone opere così noi pure ad una analisi preferiamo l'azione: dobbiamo essere presenti ad ogni costo…. Perché non c'è stato un ricambio tra chi ha avviato questa iniziativa e le nostre nuove generazioni che avrebbero potuto continuare? Perché abbiamo notevoli difficoltà a sperimentare il passaggio di consegne in tutti gli ambiti della vita della chiesa? Perché non riusciamo a tradurre in un agire concreto il nostro tanto decantato amore per la cultura? Purtroppo anche noi sperimentiamo che fin quando questo amore per la cultura rimane sul piano puramente astratto o personale ci ritroviamo tutti consenzienti e pieni di buoni propositi, ma quando si tratta di farsi carico insieme, ecco che la dinamica dello scarica barile ci travolge come un vero e proprio tsunami. Perché non riusciamo a ripensare ed eventualmente a rifondare su basi completamente altre una esperienza di presenza evangelica all'aperto? Così, quando qualcuno crede, faccio un esempio, che non solo i libri dovremmo proporre in Galleria Mazzini ma anche opuscoli, materiali informativi, depliants di evangelizzazione più spicciola, ecc. , ecco che non riusciamo ad avviare una riforma. Eppure siamo figli dellaRiforma. È ossequio del passato? Oppure ci vergogniamo di proporre la nostra fede attraverso un banco, posto in una strada pubblica? O forse, più semplicemente è che per noi il privato viene prima e conta di più delle cose comunitarie, di interesse collettivo? L'Evangelo non ha un interesse collettivo? Quale che sia la risposta alla crisi cronica nell'organizzazione e nel ripensamento delle nostre Fiere del Libro rimane il dato che su questo evento si verifica un cortocircuito la cui origine ci trascende come singoli e come comunità. Che fare dunque? Non ho la risposta! E non saprei indicare neppure una soluzione. Eppure rimane un dato che interroga la nostra fede: abbiamo un posto che ci aspetta. Non siamo degli intrusi. E se il Signore volesse farci capire meglio, attraverso questo posto che ci aspetta, il senso comunitario della fede? Se anziché portare solo libri portassimo anche un po' di evangelizzazione, di testimonianza, di "proselitismo", di materiali informativi, non ci sentiremmo un po' tutti più motivati? Forse aiutati a rifondare quella presenza? Se attraverso quel banco iniziassimo a sperimentare una forma originale di evangelizzazione e riuscissimo a sintonizzarci sulla grossa domanda di spiritualità che alberga nel cuore segreto delle nostre città, non varrebbe forse la pena gettare ancora una volta la rete? O forse niente e nessuno può ormai più motivarci?

Pienamente riuscite le iniziative per ricordare Bonhoeffer nell’ambito della Giornata della memoria.

Maria Peyrot
Nell’ambito della ‘Giornata della Memoria’ (ogni anno il 27 Gennaio) è stata inaugurata il 24 Gennaio, nel Museo cittadino di sant’Agostino, una mostra su Dietrich Bonhoeffer. Si tratta di una mostra proveniente da Linz, curata nell’edizione Italiana dall’Università di Genova, che ha già toccato molte città italiane e che tosto sarà trasportata in Svizzera. È formata da 14 pannelli che ci fanno percorrere la breve, ma intensa vita di D. B. (1906-1945): gli anni solidi della formazione teologica; l’immediato impegno nell’insegnamento, nella predicazione e nella cura di comunità: Barcellona, Londra, Stati Uniti. Ma il nostro prende subito coscienza della devianza dal cristianesimo da parte della chiesa luterana tedesca, che si associa all’ideologia nazista del tempo. Era l’anno 1933, in Germania si instaurava la discriminazione razziale che escludeva gli ebrei, e non erano i soli, da qualsiasi vita pubblica e privata. Simultaneamente alla censura ed alla chiusura dei centri di insegnamento e di formazione nei quali Bonhoeffer era attivo, inizia per lui il tempo della clandestinità e cresce l’impegno per l’ecumenismo e per la predicazione di un cristianesimo più autentico, libero dall’ideologia imperversante. I suoi contatti con credenti di diversi paesi europei e degli Stati Uniti fecero nascere in lui un impegno crescente per la fede e nella fede per un cristianesimo autentico totale; in esso egli prevedeva punti di riferimento per la futura nuova Europa. Considerato pericoloso dalle idee imperanti, gli fu tolta la libertà di spostarsi, predicare, aver contatto con i suoi simili; fu incarcerato a Berlino, Tegel, a Buchenwald, ed infine a Flossenburg, campo di sterminio, dove fu ucciso il 9 Aprile 1945. Lo studio, la straordinaria maturazione interiore, la profonda fede, fecero di lui un uomo libero. La mostra rimane aperta fino al 9 febbraio. Alla mostra si è accompagnata una bella conferenza tenuta presso il tempio valdese di via Assarotti dal cattolico padre Costantino Gilardi e dal pastore prof. Fulvio Ferravio della Facoltà Valdese di Teologia di Roma. Una conferenza del prof. Ferravio dedicata agli studenti si è poi tenuta il sabato 27 presso la Scuola Germanica di Genova.

Cogliamo l'occasione per ringraziare, la disponibilità dell'Assessore Borzani per il patrocinio delle manifestazoni, inserite nell'ambito della Giornata della memoria, e Mario Caselli che ha curato, da parte nostra, l'organizzazione. Con viva cordialità. Stefano Mercurio e Italo Pons, pastori Genova



Chiesa Evangelica Valdese



Centenario della nascita di Dietrich Bonhoeffer (1906-1945)


Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani


Giornata della memoria 2007


Dal 25 gennaio al 9 febbraio 2007


Mostra dedicata a Bonhoeffer presso il Museo di Sant’Agostino, piazza Sarzano.

Orario delle visite:

  • dal martedì al venerdi dalle 9 alle 19,

  • sabato e domenica dalle 10 alle 19,

  • lunedì chiuso.


Mercoledì 24 gennaio


Ore 17,30 Museo di sant’Agostino, inagurazione della mostra, interventi di:


  • Luca Borzani, Assessore alla Cultura del Comune di Genova

  • Pastora Giovanna Vernarecci di Fossombrone

Presidente Federazione Chiese Evangeliche della Ligura e del Piemonte Meridionale


Venerdì26 gennaio


Ore 16 Chiesa Valdese, via Assarotti 21

Lettura e commento di testi di Dietrich Bonhoeffer a cura di:


  • padre prof. Costantino Gilardi o. p., teologo cattolico

  • pastore prof. Fulvio Ferrario, Facoltà Valdese di Teologia, Roma


Sabato 27 gennaio, giornata della Memoria


Ore 10,30, aula magna del Liceo classico Andrea D’Oria, interventi di:


  • assessore Luca Borzani, Assessore alla Cultura, Comune di Genova

  • rappresentante della Comunità Ebraica di Genova

  • padre prof. Costantino Gilardi, Teologo cattolico

  • pastore prof. Fulvio Ferrario, Facoltà Valdese di Teologia, Roma



Per informazioni: Centro culturale Valdese, Mario Caselli cell. 335 720 86 15

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