Seminari
|
SEMINARI
Traccia della relazione del Dr. Eugenio Stretti al seminario per la formazione dei predicatori locali- Genova il 14 gennaio 2006
La predicazione evangelica nei primi V secoli del cristianesimo
La giornata di studio si propone di illustrare alcuni momenti cruciali del rapporto teologia-predicazione a partire dall'unita' di pensiero rappresentata, in merito, dai testi biblici raccolti nel canone neotestamentario.
Preghiera: 1 Cr. 29,10-19, Giov. 2,13-25.
Gesu' re, sacerdote e profeta. La teologia delle origini:
- Gesu' re(Mc. 1, 14-15, Giov. 18, Filip. 2, 5-11);
- Gesu' sacerdote (Giov. 2, 13-25,Gal. 3, 1-14, Eb. 7-8,6);
- Gesu' profeta (Mt. 5-6-7, Lc. 6, 20-38, 1 Cor. 15).
a) Gesu' re: Mc 1,14-15: il sostantivo καιρός indica il tempo definitivo di Do in Gesu' Cristo. Giov. 18: il verbo δίδομι e παραδίδομι= trasmettere, consegnare e l'epifania del v. 6, "Io sono" (cfr. Esodo 3,14) indicano la signoria del Messia: Filippesi 2, 5-11: inno della comunita' primitiva: la presenza del Signore (gloria) passa attraverso il suo abbassamento (gloria in greco δόξα-doxa, in ebraico דבכ-kavod, pesante). Potenza di Dio e' usata nell’A. e nel N. Testamento in contrapposizione con la debolezza dell'uomo manifestata nel peccato.
b) Gesu' sacerdote: cfr. la preghiera iniziale, Gal. 3,1-14.13-14, Giov. 3,13-24. La promessa ad Abramo: Gen. 12,1-3; 15,1-6;17,1-8 (v. 8: "in te saranno benedette le nazioni"). Cristo e' l'unico che adempie la legge del Signore morendo sulla croce per noi (rom. 5,8). La peggiore delle morti, "maledetto chiunque e' appeso al legno" (Deut. 21,23). Il sacrificio unico e irripetibile di Cristo (Salmo 110,4: "tu sei sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedec", cfr. Gen. 14,18-20). Ebrei 7,22-28. Quando Gesu' muore la tenda del tempio di squarcia ed avviene la prima conversione: "davvero quest'uomo era figlio di Dio"”(Mc. 15,38-39).
c) Gesu' profeta: Gesu' predicatore (Mt. 5-7, Lc. 6,20-38, Mt. 5,17-19, Rom. 3,29-31). La resurrezione di Cristo centrale nella predicazione evangelica: 1 Cor. 15,1-20. La parola custodita e non scambiata (Paolo Ricca).
Le scritture ebraiche e la comunita' cristiana
Marcione e Origene: superamento e attualita' dell'Antico Testamento.
Se Cristo e' la "pienezza del tempo" (Gal. 4,4) le Scritture ebraiche quale valore hanno? Negli scritti del N.T. vi e' un costante collegamento al Primo Testamento a partire dallo steso Gesu' (Lc. 24,27). La comunicazione che Gesu' e' il Messia, per la comunita' primitiva, e' fondata su importanti passi delle Scritture ebraiche (salmo 2, salmo 110, Isaia 11, Isaia 53, Salmo 16,10; 21; 69). Paolo usa l'Antico Testamento secondo l'uso della tipologia (cfr. Rom. 5,14, 1 Cor. 10,1 ss.) ed in un caso secondo l'uso allegorico (Gal. 4,24 ss.). In questo e' un precursore di Origene. A questa prima scuola che interpreta l'A.T. alle luce del Nuovo ( 2 Cor. 3,13-17) nel II secolo si contrappongono coloro che negano valore normativo all'A.T.: si tratta di Marcione e degli gnostici (cfr. A. Von Harnack, Dogmengeschichte, Tuebingen 1885-1889). Per costoro il Dio dell'A.T. e quello del Nuovo sono due identita' distinte: il Dio d'amore e' solo quello manifestato in Gesu' Cristo. Chi e' Marcione (Sinope, Mar Rosso, 85 ca. - Roma ca. 160)? Le sue opere sono andate perdute ma lo conosciamo attraverso il suo avversario Tertulliano (160-230). Il testo fondamentale "Antitesi" e' stato ricostruito da August Von Harnack (1851-1923), 200 opere tra scritti ed articoli. Per Marcione il Dio dell'A.T. e' un demiurgo, artefice dell'universo ma di intelligenza inferiore . Cristo e' venuto in terra per liberare gli uomini dal potere del demiurgo il quale, irato per l'invasione del suo dominio, lo fece crocifiggere. Marcione non solo respinge l'A.T. ma riduce il Nuovo al solo vangelo di Luca (neanche tutto) e 10 lettere paoline. Da questa visione teologica ne deriva una svalutazione del corpo umano , opera del dio minore, il demiurgo. Ne nacque una chiesa parallela sino al V secolo. (Advesus Marcionem e lettera di Galileo a Maria Cristina di Lorena a sostegno della sua tesi della duplice rivelazione di Dio nella natura e nella Bibbia).
Chi e' Origene? Indubbiamente il piu' grande erudito del cristianesimo antico (Alessandria d'Egitto 185 ca. - Tiro 254). Discepolo di Clemente alessandrino, fu maestro di catecumeni e brillante predicatore delle Sacre Scritture. Autore dell'edizione sinottica dell'A.T. l'Exaplon (il confronto tra il testo ebraico e le varie traduzioni greche esistenti, specie quella dei Settanta usata nel N.T. e nella chiesa). Difese il valore teologico e dottrinale dell’ A.T. e del N.T. contro Marcione, e contro il filosofo pagano Celso (Contra Celsum, in 8 libri). Riorganizzo' la famosa scuola alessandrina (il Didaskaleion) da cui si alontano' nel 232 accusato di eresia, ritirandosi a Cesare di Palestina dove fondo' una importante scuola teologica. Triplice esegesi: a) storica (senso somatico) b) parenetico-morale (senso psichico) c) allegorica (senso pneumatico). Influenzo' i Padri cappodoci (Basilio Magno, Gregorio di Nissa, Gregorio di Nazianzo) nel IV secolo, importanti per la dottrina trinitaria (pericoresi).Di fronte alle "forbici" di Marcione e degli gnostici, con Clemente Alessandrino, Tertulliano ed altri ha il merito di aver tramandato il valore storico delle Scritture e salvaguardato, pur con alcuni limiti, il senso spirituale della Bibbia.
La dottrina della grazia in Agostino
Romani 9 (Ad Simplicianum): la grazia assoluta di Dio.
Quando si converte Agostino? Nell'estate del 386, a 32 anni, a Milano, secondo il celebre racconto delle Confessioni (VIII, 12, 29). E' sotto un albero di fico in un giardino di Milano e sente la voce cantilenante di un bambino ripetere piu' volte "tolle et lege" (prendi e leggi). Apre le Scritture ed ecco il seguente passo: "camminiamo onestamente come di giorno: non in gozzoviglie ed ebbrezze, non in lussuria e lascivia, non in contese ed invidie. Ma rivestitevi del Signore Gesu'Cristo, e non abbiate cura della carne per soddisfare le sue concupiscenze" (Rom. 13,13-14). Questo racconto e' posteriore di circa 15 anni e soprattutto viene dopo l'opera fondamentale sulla grazia: Ad Simplicianum, del 396. Simpliciano, successore nell'episcopato ad Ambrogio, pone al collega di Ippona alcune domande sul valore assoluto della grazia. Agostino nella risposta rivela di aver maturato una concezione evangelica della grazia assoluta di Dio. Agostino muove dal capitolo 9 della lettera ai Romani: perche' Dio ha amato Giacobbe e odiato Esau' (vv.11-13)? Perche' ha indurito il cuore del faraone (vv.14-18)?
E' Dio infatti non dona mai la sua misericordia invano; sapendo cosa e' piu' congruo a colui di cui ha misericordia, lo chiama in maniera tale che questo non puo' respingere chi lo chiamo' (1/ 2, 13). La distinzione tra chiamati ed eletti dipende dal fatto che Dio, secondo i suoi piani, ha voluto chiamare congruenti i secondi ma non i primi (1/2, 13): E' la predestinazione dina, mai ingiusta ma occultissima (1/2, 16) la causa della fede dell'uomo (1/2, 22). L'uomo che crede non crede contro la sua volonta' (1/2, 10), ma il libero arbitrio dell'uomo decaduto e' prigioniero del peccato, incapace di provare "delectatio" per il bene (1/2, 21): solo Dio puo' donargli del tutto gratuitamente l'ulteriore desiderio di volere il bene, di invocarlo e di pregarlo (1/2, 21-22). Dunque le opere non precedono la fede determinandola, ma sono originate dalla fede che è dono della grazia (1/2, 2-3, 7). Dio quindi non odia Esau', in quanto ama l'esser buono che egli stesso la voluto creare, e di cui si serve, in quanto lo stesso Esau' abbandonato al suo naturale peccato e' utile perche' mostra cosa puo' la natura senza la grazia (1/2, 18). Ma Dio odia il peccato di Esau', non e' cioe' ingiusto quando respinge Esau', perche' giustamente lo punisce per il desiderio perverso che e' necessariamente in ogni uomo dato dalla "massa peccati" di Adamo (1/2, 16-20). Il dono che invece fa a Giacobbe e' del tutto gratuito, libero, si che Giacobe non puo' trarre in se' alcun merito, in quanto la buona volonta' "non est in hominis potestate" (1/2, 22). Quando la Scrittura dice che Dio indurisce il cuore del faraone, non intende attribuire a Dio un atto ingiusto, l'operare il male in una creatura. Dio si limita ad abbandonare il reietto alla sua naturale cattiveria, ovvero non gli usa misericordia (1/2, 15). Siamo di fronte in questo testo, osservano gli studiosi di Agostino, alla sua vera conversione. Quello che viene definitivamente messo in crisi e' l'ottimismo antropologico platonico che traspare dagli scritti precedenti. L'uomo e' per natura peccatore, diventa libero grazie al dono gratuito della fede (1 Cor. 4,7). La scoperta evangelica della grazia assoluta di Dio e' per Agostino, ma anche per noi, "rivelazione divina" (De bono perseverantiae, 20, 52-53, scritto nel 421). L'anno successivo il 28 agosto 430, Agostino muore mentre Ippona e' assediata dai Vandali: non pensate al mio corpo, salvate la biblioteca!
Predicazione evangelica e Cena del Signore: una proposta ecumenica
Walter Lourie e Giovanni Perreri.
Nell'ottobre 2005 nel nord di Israele, a Megiddo, la biblica Armageddon (la vittoria di Debora, Giudici 5,19; la morte del re Giosia, 2 Re 23,29; la vittoria del Signore sul male, Apoc. 16,16), durante i lavori di ampliamento del carcere di massima sicurezza, gli archeologi dell'Israel Antiquities Authority, diretti da Yotan Tepper, hanno scoperto i resti della piu' antica chiesa cristiana sinora conosciuta. La presenza di mosaici con iscrizioni in lingua greca, la presenza di una determinata tipologia di ceramica ed in particolare la stratigrafia, consentono di datare l'edificio intorno al 250 d.C. Una scoperta eccezionale che certifica l'uso del culto cristiano (1 Cor. 11,17-34, Atti 20,7-12, I Cor. 10,16-17). I cristiani si riuniscono in una casa privata, formando una "ekklesia", celebrano la Parola e attorno ad una tavola (non un altare, trapèza in greco) condividono l'Agape. Nelle iscrizioni si citano le donne Primizia, Kaika, Dorotea, Kresta, cio' indica in armonia con il N:T. (Atti 21,9, Rom. 16,7 ed altre testimonianze archeologiche quali le catacombe di Priscilla, l'uguaglianza nel culto di donne e uomini in Cristo Gesu'. Dal III secolo una proposta ecumenica che e' la proposta Walter Lourie e Giovanni Ferrei (La Chiesa 1929)-
Bibliografia
I classici della teologia evangelica:
G. Miegge, Il sermone sul monte, Claudiana 1970.
V. Subilia, I tempi di Dio, Claudiana 1971.
V. Subilia, La giustificazione per fede, Paideia 1976.
P.P. Pasolini, Materiale preparatorio e Il Vangelo secondo Matteo (1963, 1964).
Bibliografia suggerita:
Storia della teologia, vol. 1, Dalle origini a Bernardo di Chiaravalle, Dehoniane, Bologna, 1995.
C. Horn, Sant'Agostino, Il Mulino, Bologna, 2005.
Edizioni Claudiana
E. Genre, Il culto cristiano: una prospettiva protestante, 2004.
M. Welker, Che cosa avviene nella Cena del Signore?, 2004.
D. Marguerat, Introduzione al Nuovo Testamento, 2004.
S.L. Patterson, Il Dio di Gesù, il Gesu' storico e la ricerca del significato, 2005.
D. Marguerat, Paolo dio Tarso: un uomo alle prese con Dio, 2004.
F. Ferario-W. Jourdan, Per grazia soltanto: l'annuncio della giustificazone, 2005.
E. Mofke, Cristo contro Cesare, 2005.
|
|
|